Avvocato Ricciardi: cosa dice la Cassazione sugli immobili ecclesiastici

Secondo la Suprema Corte di Cassazione, la nota esenzione IMU di cui usufruiscono gli immobili ecclesiastici non causa alcuna alterazione del mercato, poiché riguarda altri settori e servizi che sono svolti senza finalità imprenditoriali.
La motivazione è spiegata efficacemente dall’Avvocato Nicola Ricciardi, il quale ha trattato l’argomento estesamente su Finanza Territoriale.

La sentenza n.25508/2015 del 18 dicembre 2015 è il risultato della disamina di 3 avvisi di accertamento, notificati per altrettante annualità d’imposta, relativi a un immobile di proprietà di un Ente di culto con sede nello Stato della Città del Vaticano.

esenzione Imu immobili ecclesiastici

Questo immobile è concesso in comodato d’uso a una Onlus, perciò, secondo i ricorrenti, l’esenzione è giustificata ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. i) del DLgs. n. 504 del 1992.

Perché gli immobili ecclesiastici non pagano l’IMU?

La Commissione tributaria provinciale adita non condivideva questa interpretazione, presupponendo che l’Ente non utilizzasse direttamente l’immobile. I Giudici Regionali hanno confermato questo ragionamento respingendo l’appello e di conseguenza la questione è giunta innanzi ai giudici di legittimità.

In Cassazione, i ricorrenti hanno contestato come, a loro avviso, non fosse rilevante il fatto che l’immobile fosse utilizzato dal comodatario e non dal concedente, perché il comodatario utilizzava il bene in attuazione dei compiti istituzionali dell’ente concedente, al quale era legato da un vincolo di strumentalità.

La Cassazione ha accolto il ricorso ribaltando entrambe le decisioni e sostenendo che “l’utilizzazione diretta del bene da parte dell’ente possessore”, è condizione necessaria per l’esenzione ma solo nelle ipotesi di “locazione” del bene ad altro ente o di “concessione di beni demaniali”.

Dunque nel caso in oggetto sia l’Ente di culto sia quello utilizzatore sono enti non commerciali e l’immobile è concesso in comodato gratuito.
Inoltre le attività svolte sono state giudicate meritevoli e sono tra le finalità istituzionali dei due enti e sussiste un rapporto di stretta strumentalità nello svolgimento dei suddetti compiti.

In conclusione, i Giudici di Piazza Cavour non hanno ravvisato quell’effetto distorsivo che impone l’utilizzo diretto da parte dell’ente possessore, una tesi che ha un autorevole precedente nella risoluzione n.4/DF del 4 marzo 2013, nella quale si afferma che l’esenzione IMU ci debba essere se l’immobile è concesso in comodato ad altro ente non commerciale, appartenente alla stessa struttura dell’ente concedente, per lo svolgimento di un’attività meritevole prevista dalla norma agevolativa.

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