Avvocato Nicola Ricciardi: pagamento dell’IMU per i coniugi con nuclei familiari diversi

Quando ci si riferisce all’abitazione principale, secondo la legislazione vigente si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il proprietario e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. È essenziale sapere quali agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze si applicano nel caso in cui i membri della famiglia abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale.

Questo tema è stato sviscerato dall’Avvocato Nicola Ricciardi e dall’Avvocato Alessio Foligno in un articolo che spiega con chiarezza cosa dice la legge e come bisogna orientarsi.

Avvocato Nicola Ricciardi pagamento Imu coniugi

Il caso in esame è quello di due coniugi non separati, senza figli, con due nuclei familiari distinti e che risiedono in due immobili diversi nello stesso comune.

La domanda è se questi due coniugi non separati possano formare due nuclei familiari diversi.

Si vedano le definizioni.

Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, art. 4 agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune.

Lo stato di famiglia è l’attestazione riguardante la composizione della famiglia anagrafica, cioè dell’insieme di persone unite dal vincolo della parentela, coniugio, affinità, adozione o che per motivi affettivi instaurano una stabile convivenza.

Il concetto di nucleo familiare, che designa l’insieme di persone che abitano insieme o che sono a carico della stessa persona ai fini IRPEF, è indicato dall’art. 3 DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 per cui:

“1. Il nucleo familiare del richiedente è costituito dai soggetti componenti la famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU, fatto salvo quanto stabilito dal presente articolo.

2. I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica fanno parte dello stesso nucleo familiare. A tal fine, identificata di comune accordo la residenza familiare, il coniuge con residenza anagrafica diversa é attratto ai fini del presente decreto nel nucleo la cui residenza anagrafica coincide con quella familiare. In caso di mancato accordo, la residenza familiare é individuata nell’ultima residenza comune ovvero, in assenza di una residenza comune, nella residenza del coniuge di maggior durata. Il coniuge iscritto nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero (AIRE), ai sensi della legge 27 ottobre 1988, n. 470, è attratto ai fini del presente decreto, nel nucleo anagrafico dell’altro coniuge.

3. I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica costituiscono nuclei familiari distinti esclusivamente nei seguenti casi:

a) quando è stata pronunciata separazione giudiziale o è intervenuta l’omologazione della separazione consensuale ai sensi dell’articolo 711 del codice di procedura civile, ovvero quando è stata ordinata la separazione ai sensi dell’articolo 126 del codice civile;

b) quando la diversa residenza è consentita a seguito dei provvedimenti temporanei e urgenti di cui all’articolo 708 del codice di procedura civile;

c) quando uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli o é stato adottato, ai sensi dell’articolo 333 del codice civile, il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;

d) quando si è verificato uno dei casi di cui all’articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, ed è stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

e) quando sussiste abbandono del coniuge, accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali”.

Non parrebbe pertanto essere contemplata l’ipotesi due coniugi non separati con diversa residenza anagrafica che formino due nuclei familiari distinti.

Si veda l’art. 144 c.c. per cui i coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza (al singolare) della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. I coniugi possono conservare differenti residenze individuali ai sensi dell’art. 43 del c.c., ma questa stessa norma è stata intesa come “un’esplicitazione ed una attuazione della più ampia tutela che l’art. 29 della Costituzione assegna alla famiglia, mentre da una parte riconosce che i coniugi possano avere delle esigenze diverse ai fini della residenza individuale, dall’altra tende a privilegiare le esigenze della famiglia, quale soggetto autonomo rispetto ai coniugi” (Cass. 8 settembre 2003 n. 13085), dando per presupposto che il nuovo soggetto autonomo sia uno.

Nel caso di specie pare non discutersi neppure dell’ipotesi di separazione di fatto, in cui la diversa residenza abbia come motivazione la cessazione del rapporto di convivenza; si considera se non si descriva una situazione in cui i due nuclei familiari parrebbero esser fatti valere strumentalmente per ottenere un vantaggio fiscale.

La ratio dell’art. 13, comma 2, del D. L. n. 201 del 2011 è peraltro proprio quella “di evitare comportamenti elusivi in ordine all’applicazione delle agevolazioni per l’abitazione principale, e, quindi, la norma deve essere interpretata in senso restrittivo, soprattutto per impedire che, nel caso in cui i coniugi stabiliscano la residenza in due immobili diversi nello stesso comune, ognuno di loro possa usufruire delle agevolazioni dettate per l’abitazione principale e per le relative pertinenze. Se, ad esempio, nell’immobile in comproprietà fra i coniugi, destinato all’abitazione principale, risiede e dimora solo uno dei coniugi – non legalmente separati – poiché l’altro risiede e dimora in un diverso immobile, situato nello stesso comune, l’agevolazione non viene totalmente persa, ma spetta solo a uno dei due coniugi. Nell’ipotesi in cui sia un figlio a dimorare e risiedere anagraficamente in altro immobile ubicato nello stesso comune, e, quindi, costituisce un nuovo nucleo familiare, il genitore perde solo l’eventuale maggiorazione della detrazione” (Circolare n. 3/DF).

Rammentando che l’art. 13 DL 201/11 limita l’agevolazione per l’abitazione principale ad un solo immobile nel caso di residenza in immobili diversi nello stesso comune all’ipotesi di componenti di un nucleo familiare, vista il disposto dell’art. 3 c. 3 DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 e le altre norme riportate, potrebbe essere opportuno che il comune verifichi la correttezza delle attuali dichiarazioni e risultanze anagrafiche.

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