Imu: cosa fare se il fabbricato è su due comuni diversi

Cosa accade se un immobile è situato sul confine di due comuni e il proprietario deve calcolare correttamente l’IMU?

Come calcolare l'Imu di una casa su due comuniIn materia di tributi locali, questo problema dell’assoggettamento a IMU da parte di un contribuente che possieda un fabbricato sul confine tra due comuni si è posto più volte, anche con riferimento all’ipotesi in cui il contribuente risulti essere residente e domiciliato all’indirizzo di ubicazione del fabbricato, con ripercussioni in questo caso sul diritto all’esenzione dal pagamento dell’imposta in base alla normativa sull’abitazione principale.

Ne hanno scritto l’Avvocato Nicola Ricciardi e l’Avvocato Foligno per spiegare cosa dice la legge e cosa deve fare il contribuente.

Mentre l’art. 4 c. 1 D.Lgs 504/1992 stabiliva chiaramente che l’imposta comunale sugli immobili fosse liquidata, accertata e riscossa da ciascun comune per gli immobili la cui superficie insiste, interamente o prevalentemente, sul territorio del comune stesso, manca una simile norma nella disciplina relativa all’IMU.

Difatti l’art. 9 D.Lgs 14 marzo 2011, n.23 c. 7 stabilisce che a proposito dell’imposta municipale propria per l’accertamento, la riscossione coattiva, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi e il contenzioso si applicano gli articoli 10, comma 6, 11, commi 3, 4 e 5, 12, 14 e 15 del decreto legislativo n. 504 del 1992 (e l’articolo 1, commi da 161 a 170, della legge n. 296 del 2006) non richiamando l’art. 4 citato.

A confermare l’inapplicabilità del disposto ex art. 4 D.Lgs 504/1992 si vedano anche le istruzioni ministeriali per la compilazione della dichiarazione IMU 2012 (paragrafo 1.6), istruzioni che dovrebbero valere anche in relazione alla dichiarazione IMU 2015.

A chi va presentata la dichiarazione?

La dichiarazione IMU deve essere presentata, con le modalità che saranno specificate al paragrafo 2, al comune nel cui territorio sono ubicati gli immobili.

Se gli immobili sono ubicati in più comuni devono essere compilate tante dichiarazioni per quanti sono i comuni (in ciascuna di esse, naturalmente, verranno indicati i soli immobili situati nel territorio del comune al quale la dichiarazione è inviata).

Se l’immobile insiste su territori di comuni diversi, non essendovi più la norma che, ai fini ICI, prevedeva che l’imposta era dovuta al comune per l’immobile la cui superficie insisteva interamente o prevalentemente, sul territorio del comune stesso, si deve concludere che la dichiarazione IMU deve essere presentata ai comuni sui cui territori insiste l’immobile.

Un’ipotesi particolare si verifica nel caso in cui l’immobile in questione è adibito ad abitazione principale dal soggetto passivo. Si ritiene che, se l’immobile rispetta tutte le condizioni previste dalla disciplina IMU stabilita per l’abitazione principale, allora la lettura sistematica delle norme in questione porta a concludere che l’imposta deve essere corrisposta ai diversi comuni proporzionalmente alla superficie sul cui territorio insiste l’immobile, tenendo conto delle aliquote e della detrazione deliberate da ciascun comune per tale fattispecie. Al contribuente non può, infatti, essere negato il diritto all’agevolazione per il solo fatto che non può fissare la propria residenza anagrafica contemporaneamente in più comuni. Per quanto riguarda l’obbligo dichiarativo, si deve, quindi, affermare che la dichiarazione deve essere presentata ai soli comuni in cui il soggetto stesso non ha la residenza anagrafica, specificando nella parte dedicata alle “Annotazioni” che si tratta di “Immobile destinato ad abitazione principale la cui superficie insiste su territori di comuni diversi”.

Si rammenta, infatti, che l’art. 13 decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, in legge 22 dicembre 2011, n. 214. prevede che: “l’imposta municipale propria non si applica al possesso dell’abitazione principale e delle pertinenze della stessa (…) Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”.

Tanto premesso, per espressa dichiarazione del Ministero nelle riportate istruzioni per la compilazione della dichiarazione IMU “l’imposta deve essere corrisposta ai diversi comuni proporzionalmente alla superficie sul cui territorio insiste l’immobile, tenendo conto delle aliquote e della detrazione deliberate da ciascun comune per tale fattispecie.
Al contribuente non può … essere negato il diritto all’agevolazione per il solo fatto che non può fissare la propria residenza anagrafica contemporaneamente in più comuni”, considerando che tanto non possa che significare che, a fronte del godimento dell’esenzione per abitazione principale nel comune di residenza, della medesima agevolazione debba fruire anche nell’altro comune su cui insiste in parte il fabbricato, comune in cui non ha (non può avere anche) residenza.

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