Redditometro: perché è un abuso secondo l’Avvocato Nicola Ricciardi

Nicola Ricciardi Avvocato contro redditometroQuando si determinano i redditi e le dovute tasse bisognerebbe attenersi a un principio di giustezza e di equilibrio, affinché la somma quantificata sia sostenibile per il contribuente. Di questi temi si è occupato più volte l’Avvocato Nicola Ricciardi, che recentemente ha scritto di un caso in cui il redditometro è scattato sulla base dei beni indice di capacità contributiva, vicenda conclusasi con la sentenza 143/6/13 della Commissione Tributaria Provinciale di Torino.

Un contribuente aveva omesso la presentazione della dichiarazione e l’Amministrazione Finanziaria ha notificato un atto di accertamento e attivando il cosiddetto redditometro per le spese sostenute per l’acquisto di beni soggetti a registrazione. Ma “il mezzo di verifica utilizzato è uno strumento statistico-induttivo i cui dati, utili alla ricostruzione del reddito, sono nella piena disponibilità dell’A.F. e che un contribuente ha difficoltà a dimostrare un reddito inferiore a quello rideterminato dall’Ufficio, per cui non gli rimane che chiedere la disapplicazione di detto strumento che, acriticamente e statisticamente, ricostruisce un reddito che nulla ha a che fare con le effettive spese sostenute dal contribuente”, ciò sostiene la sentenza e se pensiamo che l’unica chance per il cittadino di dimostrare il suo reale reddito sia provare che i propri introiti siano esenti o soggetti a ritenuta alla fonte, perciò esclude qualsiasi prova contraria da parte del contribuente con possibilità per il giudice di optare per la sola disapplicazione del D. M.

I giudici sabaudi hanno quindi stabilito che l’applicazione degli indici e dei coefficienti del redditometro è una presunzione sulla capacità contributiva di un ricorrente e dunque i prelievi fiscali non sono giustificati da indici rilevatori di ricchezza, bensì presunti. Per finire, aggiunge l’Avvocato Ricciardi, uno strumento di questo genere rappresenta un abuso del diritto poiché impone coefficienti adoperati in modo astratto e non è in grado di stabilire l’effettiva capacità contributiva di un soggetto.

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